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cagiva | Gruppo Zona Rossa


Gen 14 2018

125 anni 90: Felicità a 2 tempi
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Tag: AmarcordAmministratore @ 13:34

Siamo nel 2018  e come si sa la tecnologia guarda sempre avanti producendo mezzi sempre piu’ soffisticati e con un occhio di riguardo per l’ ambiente.

Il risultato infatti si vede già nella produzione dei piccoli cinquantini ( pochi, sono tutti scooter….)  che anno dopo hanno abbandonato il fumante motore a 2 tempi per un  meno inquinante a  4 tempi.

Ma……….i  125 dove sono finiti???????

Proprio così,  i 125c.c. a 2 tempi  degli anni 90  che erano il vero passaggio dal “motorino” alla moto “vera”  dove sono finiti oggi?????

Oggi son tutti a 4 tempi  con potenze ridocole, bruttini d’ estetica, gommine da passeggino della chicco, non esistono preparazioni ed  in piu’ oltre a non piacere hanno prezzi da capogiro.

Ma vi ricordate dal  1990 in poi com’ erano  i 125???

aprilia c9 sp-01

Una vera gara alle prestazioni e sempre piu’ assomiglianti alle moto da gara,  qui le case italiane erano il massimo.

Chi non si ricorda i modelli fatti da   APRILIACAGIVAGILERA  e  le meno quotate   LAVERDA  e   BENELLI

lesmo-125 mito

E  anche i giapponesi si diedero da fare, chi non si ricorda:

     HONDA NSR F e R,   YAMAHA TZR125R,   SUZUKI GAMMA ……..

nsr125r tzr-125 gamma-125

Son sincero mi viene  una lacrimuccia a pensare a quei ricordi quando a 16 anni scorrazzavo con la mia splendida HONDA NSR 125 F  bianco/rossa preparata Malossi 180c.c., quante belle avventure  e anche che bel volo…….( 6 Giugno 1990 ), il regalo piu’ bello fatto da mio Papà per la promozione a scuola.

La mia prima “VERA MOTO” ed  è proprio vero i primi amori non si scordano mai,  anche se di moto ne ho cambiate, ma  il ricordo del ritiro dal concessionario della NSR non me lo dimenticherò mai.

FELICE DI ESSERE MOTOCICLISTA !!!

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Feb 27 2013

Cagiva ELEFANT …un nome.. una storia
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Tag: AmarcordAmministratore @ 00:12

La prima serie ELEFANT e ELEFANT 2, prodotta dal 1984 al1985  sfrutta come base la CAGIVA  ALETTA ROSSA,  ma essendo un modello da Dakar, ricalcava le forme dell’Elefant 750 che correva nella Dakar e a differenza dell’Aletta rossa aveva il serbatoio più capiente e differenti colorazioni. Per quanto riguarda la ciclistica la moto aveva esattamente come l’Aletta rossa il raffreddamento a liquido  il monoammortizzatore  posteriore, il miscelatore, l’aspirazione lamellare e il freno a disco anteriore forato.

La ELEFANTRE prodotta dal 1986 fino al 1988, si differenzia dalla precedente, perché utilizza delle nuove forcelle che hanno il perno ruota in avanzato e non in asse, il cupolino è più grande e acquisisce la visiera, le carenature laterali dei radiatori diventano più grandi e la sella diventa più corta, coprendo meno il serbatoio.

Poi venne messa in commercio la ELEFANT 200, ma questo modello  non fu molto apprezzato, per via della sua cilindrata  inusuale e per via della sua struttura, pressoché identica a quella dell’Elefant 125, infatti venne prodotta solo dal 1985 al 1986.

Dopodichè venne prodotta la ELEFANT 350 Questo modello fu prodotto dal 1985 al 1989, venne un po’ meglio apprezzato rispetto all’Elefant 200, ma anche questo modello risulta per molti essere pesante e non molto performante, l’avviamento era sia a pedale e sia elettrico tramite motorino d’avviamento.

Ed in cinque anni ha avuto vari cambiamenti estetici, dal parafango alto  in perfetto stile crossistico al piu’ moderno parafango a filo ruota.

L’ ELEFANT 650 venne come per il 350 prodotto dal 1985 al 1989, i problemi riscontrati erano praticamente gli stessi della versione 350, ma qui si accusava meno la ridotta potenza, l’avviamento era sia a pedale e sia elettrico tramite motorino d’avviamento.Un successo che non rispecchia il reale valore della moto munita di motore derivato dal classico bicilindrico DUCATI, al quale, per adattarlo all’architettura enduro della moto, venne ruotato di 180° il cilindro posteriore così da poter collocare entrambe i carburatori all’interno della V di 90° del motore. La versione 650 disponeva anche di un piccolo radiatore olio, le Elefant inoltre sfoggiavano il monoammortizzatore Öhlins, le forcelle Marzocchi e l’impianto frenante Brembo.

ELEFANT 750  venne prodotta in una prima versione dal 1987 al 1990, ed una seconda dal1994 al 1997, questo modello risultava essere tra i più apprezzati per il suo giusto rapporto peso potenza e riscosse un discreto successo, grazie anche alla linea rinnovata e con quel parafango basso come le moto stradali e dall’adozione del doppio faro dal 1988 in poi.

Ed infine l’ ultima ELEFANT prodotta è stata la 900 che nel 1990 nasce in serie limitata a 500 esemplari la Elefant 900 IE con livrea Lucky Explorer: ha il motore 904 cm³ derivato dalla Ducati 900SS, con cambio a 5 marce e iniezione elettronica Weber-Marelli: la moto, costossissima, è equipaggiata della miglior componentistica allora presente sul mercato, come il monoammortizzatore Ohlins ed i freni Nissin. Nel 1992 questa maxienduro sportiva è adattata leggermente ad usi turistici ed è allestita la versione GT, che si differenzia dalla Lucky Explorer per la più sobria livrea grigia metallizzata e per l’adozione di una forcella tradizionale Marzocchi Magnum con steli da 45 mm al posto della precedente Marzocchi con steli da 42,7 mm.

Nel 1993 il progetto Elefant 900 è rivisto in modo sostanziale ed entra in produzione la 900 AC a carburatori, che rispetto alla precedente IE ha dei costi di produzione e di vendita inferiori che contribuiranno al successo nelle vendite. Rispetto alla versioni ad Iniezione, la nuova Elefant AC presenta una serie di modifiche sostanziali: il motore è il nuovo 904, con frizione “spinta”  e cambio a sei rapporti.

Questa Elefant, con modifiche minime nel corso degli anni, sarà prodotta fino al 1996, quando cederà il posto alla CAGIVA GRAN CANYON.

Testo  “tratto da Wikipedia”

Visto che in questi ultimi anni c’è sempre quel gusto del vintage, ma non sarebbe bello che una casa come la DUCATI in collaborazione con la CAGIVA mettesse in listino una moto con la linea del mitico ELEFANT 900 con magari il bel motore della MULTISTRADA 1200 ???

 

 

 

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Feb 17 2013

La ROSSA a 2 tempi
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Tag: Motomondiale,VideoAmministratore @ 01:07

Diciamo che dopo  la vittoria del mondiale  di CASEY STONER nel 2007  molti appassionati hanno sperato  ad una rivincita della  DUCATI.

Purtroppo anche VALENTINO ROSSI non è riuscito nell’ impresa e  quest’ anno  anche con l’ arrivo di ANDREA DOVIZIOSO mi sa che la storia non cambi piu’ di tanto.

Per chi vive di ricordi, non dimentichiamo che negl’ anni 90 c’era un’ altra  ” ROSSA” che infiammava il popolo motociclistico:

 CAGIVA


 

Non ha mai  vinto un  mondiale,  ma nel 1992 nel tracciato d’ Ungheria un certo EDDIE LAWSON  l’ ha portata sul gradino piu’ alto del podio.

CAGIVA

   il vero ” made in Italy ” su  2 ruote

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Feb 09 2013

Grandi Campioni: Eddie Lawson
Grandi Campioni: Eddie Lawson avatar

Tag: Amarcord,MotomondialeAmministratore @ 14:14

Eddie Lawson dopo aver esordito nelle competizioni statunitensi, nel 1981 vinse la  100 miglia di Daytona  ripetendo il successo anche l’anno successivo. Vinse i titoli 1981 e 1982  dell’ AMA Superbike Championship e i titoli 1980 e 1981 dell’AMA 250cc road racing National Championship.

Nel 1983  debuttò in occasione del GP del Sudafrica nel motomondiale classe 500 su moto Yamaha, riuscendo a conquistare il titolo nella stagione seguente . Nel 1985  dovette invece accontentarsi di un secondo posto nella classifica generale, preceduto dall’altro americano Freddie Spencer.

Si rifece l’ anno seguente si laureò infatti campione del Mondo , trionfando contemporaneamente nella 200 miglia di Daytona. Nel 1987  arrivò terzo nella classifica della 500, preceduto da Wayne Gardner e Randy Mamola , nonostante le cinque corse in cui tagliò per primo il traguardo.

Conquistò successivamente il mondiale del 1988 e del 1989 (su Honda , vincendo 4 Gran Premi). Nel 1990 si trasferì di nuovo alla Yamaha , con la quale si aggiudicò la 8 Ore di Suzuka  senza però riuscire a tornare competitivo nel motomondiale a causa di un incidente a Laguna Seca che lo mise fuori per diverse gare. Passò poi alla Cagiva nel 1991 e con essa ottenne nel 1992 l’ultima sua vittoria nel Gran Premio d’ Ungheria.

Per coincidenza la sua carriera nelle corse iridate ebbe termine dove aveva anche debuttato: al termine del Gran Premio del Sudafrica dello stesso anno si ritirò dal motociclismo professionistico.

E correndo  dal 1983 al 1992 nel motomondiale   EDDIE LAWSON  conclude la sua carriera con bel 4 titoli mondiali ( 3 con YAMAHA e  uno con la HONDA ), ma  noi italiani  lo ricordiamo per l’ immensa felicità che ci ha regalato per la vittoria sul tracciato d’ Ungheria in quel lontano 1992  con la mitica CAGIVA C592.

GRAZIE  EDDIE

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Mar 02 2012

Cagiva Alazzurra 650……il ritorno di un mito!!!
Cagiva Alazzurra 650……il ritorno di un mito!!! avatar

Tag: Amarcord,Notizielorenz72 @ 16:00

E’ passato qualche anno ormai da quella mia prima fantastica avventura in moto ma la ricordo viva come fosse stata ieri!

Era il 3 Luglio 2005 quando il mitico G.M.B acronimo di Gran Manetta Brambati ovvero il grande Gianmario mi preleva alle prime luci dell’alba per recarci al grandioso Motoraduno dello Stelvio!!!

Io da neofita delle due ruote,infatti avevo soltanto la patente A3 lo zeta 750 arriverà soltanto l’anno successivo,non stavo più nella pelle al solo pensiero di recarmi in un luogo “sacro” meta ambita dalla maggior parte dei motociclisti italiani e stranieri e non riuscivo nemeno a mettere a fuoco la grandezza dell’evento fino a quando non l’ho visto con i mieri occhi!!

La notte che precede la partenza passa lenta…lentissima….fino a quando il suono del motore Ducati Pantah 650 c.c rompe il silenzio di una Barzaniga ancora addormentata….il Mario puntuale alle ore 7.00 mi passa a prendere e in men che non si dica sono già in sella alla Cagiva Alazzurra 650 anno 1985!!!!!

 

L’euforia del viaggio,le emozioni provate per la vista di paesaggi del tutto nuovi non mi fanno sentire la stanchezza e sopratutto il peso dello zaino sulle mie spalle contenente viveri e cibarie di ogni genere…..infatti su al Passo ci aspettava il Gaimo anche lui alle prime armi con la sua MT-03 rigorosamente affamato!!!!

Che spasso una volta affrontati tutti e 34 i tornanti che ci separavano dalla vetta posta a 2758 m.s.l.m affettare il salame nostrano portato da casa….tutto un altro sapore!!!!!!

 

Ma perchè vi racconto questo piccolo scorcio della mia vita?!?Semplice….dopo qualche anno di riposo  il buon G.M.B ha deciso che era ora di mettere in vendita il Monster Dark 600 (visionabile presso l’officina MotorLine di Antoniazzi Ivan ad Acquanegra per chi fosse interessato) e dopo un inverno di amorevoli cure riportare la Cagiva Alazzurra 650 a calcare le strade e le vette più belle d’Italia guidata sempre con il dovuto stile che da sempre contraddistingue il siur Mario!!!!!!

A presto cara Alazzurra…sarà un piacere rivederti!!!!!

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Ago 17 2011

Addio Claudio Castiglioni
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Tag: NotizieHyperleo @ 13:30

 

 Oggi 17 Agosto 2011 ci Lascia Claudio Castiglioni, l’imprenditore si è spento a 63 anni nell’Ospedale di Varese, un grande lutto per il motociclismo Italiano, numero uno di casa Cagiva. Il marchio, fondato nel 1950 da Giovanni Castiglioni a Varese (da lì il nome, CAstiglioni GIovanni VArese), ha fatto la storia del mercato motociclistico. Nella metà degli anni ’90 la Cagiva acquisì Ducati, Moto Morini, Husqvarna e MV Augusta dando vita a modelli come la Ducati Monster o la 916, la Brutale e l’F4.

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Gen 06 2011

DIAVEL, ma perchè?
DIAVEL, ma perchè? avatar

Tag: Novita'Amministratore @ 02:35
Sicuramente vi siete fatti delle belle risate a guardare questa parodia sulla DUCATI DIAVEL, ma pensandoci bene perchè la DUCATI ha voluto produrre questo modello?

Come si sa la casa di Borgo Panigale è considerata dal popolo motociclistica come la FERRARI a due ruote un po’ come la bandiera del “made in italy” per quanto riguarda le moto supersportive italiane.

Chi non si ricorda le prime 750 F1 o la serie SS 600/750/900 per arrivare al primo modello che ha vinto il mondiale SUPERBIKE con RAYMON ROCHE, la mitica 851 diventata poi 888.

Dopodichè il gioiello firmato TAMBURINI nel 1993, la 916 la piu’ bella DUCATI mai costruita divenuta poi 996 e 998 fino al cambio di modello.

La 999 che esteticamente non ebbe così un gran bel successo, ma in fatto di guidabilità ha messo subito in secondo piano l’ aspetto estetico.

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E nel 2004 il riscatto di TAMBURINI che dal genio delle sua matita disegnò la supersportiva piu’ ambita da tutti motociclisti, la stupenda 1098 che sino ad oggi ( diventata 1198 )  rimane con quella linea così moderna ed estremamente sportiva ( complimenti al mitico CAVA che si è portato a casa la 1198 S CORSE “SPECIAL EDITION” ).

Se qualche modello tipo il MONSTER o l’ HYPERMOTARD seguono un po’  la moda del momento, la DUCATI non ha mai abbandonato l’ indole sportiva dei propri modelli.

Anche le piu’ turistiche MULTISTRADA e le varie ST2 — ST3 pur permettendo di fare del sano turismo anche in coppia a pieno carico un pizzico di sportività viene sempre messa in risalto dalla casa bolognese.

Ma la DIAVEL, ma la DIAVEL cos’è ?

Capisco che in America la DUCATI vende tanto, ma produrre un mezzo così simile alle HARLEY questo non me lo aspettavo.

Diciamo la verità, anche il vero DUCATISTA che ha il DESMO nel cuore non puo’ dire che la DIAVEL ha le caratteristiche per essere divertente sui percorsi dove le bicilindriche italiane danno il filo da torcere ad ogni mezzo a due ruote ” NON ITALIANO”

Speriamo che almeno nel mercato americano la DIAVEL faccia un bel  successone perchè mi sa che in Europa non ne vedremo così tante.

Saremo troppo attaccati alle tradizioni noi italiani, ma la DUCATI è la DUCATI e di certo tutti i mondiali SUPERBIKE non sono stati certamemte vinti con una moto derivata della serie che assomigliava  alla DIAVEL.

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Dic 06 2010

200 Miglia Revival
200 Miglia Revival avatar

Tag: Amarcord,Motomondiale,PistaAmministratore @ 13:10

Cari amici smanettoni, anche se è passato piu’ di un mese da questa  bellissima  manifestazione, vorrei farvi ammirare con qualche foto  lo spettacolo che purtroppo vi siete persi.

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In data 3 OTTOBRE siamo partiti in soli tre soci ( NICO-HYPERLEO-LORENZ ) per recarci appunto ad IMOLA per la rievocazione storica della

 200 MIGLIA

Arrivati in circuito ( pensate un po’ abbiamo parcheggiato direttamente dietro la tribuna centrale !!!!! impensabile se ci fosse stata la SBK…. ) niente fila per il biglietto ed ecco che varcati i cancelli inizia lo spettacolo.

Già entrando si sente quel profumo di nostalgia ( carissime  moto a due tempi……….. ) e quasi quasi mi commuovo vedendo tutta quella storia del motociclismo sotto ai miei occhi, proprio così non è facile trovare in una sola giornata  moto e piloti che hanno infiammato nei tempi che furono le piste di tutto il mondo.

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Di fatti si poteva  ammirare da vicino sia nel paddock ed addirittura sino all’ interno dei box le moto che correvano dagli anni sesanta fino agl’ anni novanta……… le varie MV AGUSTA di AGOSTINI, i modelli classe 500 della CAGIVA, YAMAHA di “the king” KENNY ROBERTSLAWSONCADALORALAVADO , DUCATI di PAUL SMART e tutti i modelli  piu’ importati delle varie case motociclistiche ( GUZZI, BENNELLI, HD, AERMACCHI…….ecc ) per finire con la DESMOSEDICI di CAPIROSSI e BAYLISS.

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 Dopodichè  tutte la moto divise per categorie  venivano fatte sfilare sul  circuito ( non proprio così…. perchè molti piloti se ne davano di santa ragione quasi si trattasse di una vera e proprio gara !!!!! ) ed il rumore che producevano quei scarichi ” aperti” era una vera musica per noi spettatori.

E sul finire della manifestazione il mitico AGO per la gioia di tutti si è esibito con una ventina di giri ( con un passo abbastanza allegro………) non con la sua MV AGUSTA, ma  nientemeno che con  la YAMAHA M1 di  VALENTINO ROSSI.

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Set 30 2008

Italian motorbike: 1993
Italian motorbike: 1993 avatar

Tag: MotomondialeAmministratore @ 01:27

Ormai siamo abituati  a  vedere  le moto della MOTOGP ed   ogni  anno le case nipponiche cercano sempre di piu’  far assomigliare i loro modelli stradali alla linea delle moto dei nostri piloti.

Ma non è sempre stato così, negli anni novanta per chi se lo ricorda  le case giapponesi guardavano piu’ sul far andar forte le famose  500 a due tempi e non tanto sull’ estetica del mezzo ( Yamaha tutta spigoli,  l’ Honda era panciuta, l’ unica era la Suzuki  del Kevin  abbastanza  decente ).

E così noi italiani  abbiamo dato lezioni di stile a tutte le quattro marche.

Se siete d’ accordo eccovi una bella foto dell’ unica moto italiana che correva nella classe regina:

CAGIVA C 593 del 1993  di JOHN KOCINSKI

cagiva.jpg

Non assomiglia a qualche altra moto di oggi, a voi la decisione.

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Mag 27 2008

VENDESI
VENDESI avatar

Tag: Compro e Vendo,Comunicazioni sociMassimo Rossi @ 18:37

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                                                                                                                                                                                                                                                                                                                La moto la conosco, è perfetta. Il motore è stato rifatto recentemente.

Il ragazzo che la vende magari qualcuno lo conosce, è Vanes di Trigolo. Sempre presente alle nostre Benedizioni.

Si è fatto una R6 del 2001. E dovrebbe iscriversi al gruppo prima o poi 😀

Saluti.

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